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lunedì 31 marzo 2014
Bisogni psicologici negati
In un momento difficile come quello che stiamo vivendo i nostri bisogni psicologici, le emergenze psicologiche, la stessa assistenza psicologica trova sempre meno spazio nei discorsi pubblici, nei programmi dei nostri politici. Eppure ogni giorno la cronaca ci riporta episodi che manifestano un diffuso malessere psicologico.C'è una diffusa volontà di negare che viviamo tempi difficili e che spesso un aiuto preventivo, una diagnosi precoce potrebbe evitare tanti danni, se non tante vere e proprie tragedie. E' questo un problema che pochi o quasi nessuno ha il coraggio, la volontà di sollevare, come se anche questo non fosse un problema concreto che ci riguarda tutti.
sabato 29 marzo 2014
Non è più come prima
Titolo delll'ultimo bel libro di Massimo Recalcati.
Riporto dall'ultima di copertina:
'Questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero'
Riporto dall'ultima di copertina:
'Questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero'
martedì 11 dicembre 2012
La vita è un gioco a somma diverso da zero
'Perché è così difficile rendersi conto che la vita è un gioco a somma diversa da zero? Che si può vincere insieme non appena si smetta di essere ossessionati dall'idea di dover battere il partner per non esserne battuti? E che- cosa del tutto inconcepibile per lo scaltro giocatore a somma zero-si può perfino vivere in armonia con l'avversario decisivo, la vita?'
da P.Watzlawick 'Istruzioni per rendersi infelici
da P.Watzlawick 'Istruzioni per rendersi infelici
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martedì 8 maggio 2012
Quel Benessere senza fine....
Sembra strano che un libro come ‘Cronache del dopobomba’ di Philip Dick, letto in questi giorni susciti tante emozioni e tante considerazioni. Il libro è del 1965, ma il contesto storico in questo caso è importante , si percepisce l’idea, la cultura di quegli anni. Un progresso ed un benessere illimitato che non sarebbe mai finito, una illimitata produzione di beni di consumi ed una infinita possibilità di accedere alle materie prime. Oggi, dopo più di cinquant’anni anche se non c’è voluto un conflitto nucleare stiamo rendendoci conto che non è così non può essere nè sarà così.
Le generazioni future e già noi stessi stiamo pagando duramente lo spreco che abbiamo fatto non solo delle materie prime, ma anche della cultura, del sapere, tanto che ancora oggi continuiamo a riferirci alle regole cartesiane quando parliamo di scienza.
Questa lettura mia ha fatto venire in mente il libro di Baricco ‘IBarbari’, anche questo un libro di qualche anno fa nel quale per altro si ipotizza il fatto che stiamo vivendo n mutamento di paradigma, che la cultura sta cambiando, sta diventando ’superficiale’ da profonda che era, anzi troppo profonda, tanto che Baricco parla di veri e propri crepacci nei quali ci siamo infilati, quando oggi basta fare un pò di surf su google per sapere molte più cose di quante ne possiamo trattenere ricordare.
Insomma il libro di Dick ci ricorda che il nostro mondo esterno ed anche interno può mutare da un momento all’altro e sopravviverà solo chi vi si saprà adattare.
domenica 12 febbraio 2012
Persone in cerca di se stesse.
La società dei consumi nella quale viviamo ci ha insegnato che esiste un solo benessere:quello fisico. Indossare quella taglia, quell'abito, avere un fisico invidiabile (rispetto a quali canoni chi sa!) e così via e solo attraverso questi aspetti esteriori potremo dire di stare bene con noi stessi, di essere dei vincenti perché possediamo tutti gli status symbol che ci vengono propagandati.
Ma quanti di noi si occupano del proprio benessere psichico, del nostro stare bene con noi stessi, del non avere pensieri molesti che ci accompagnano nel corso delle nostre giornate, di non avere picchi di ansia o momenti di paura, di cali dell'umore, quel vestito, quell'orologio ci salveranno dalle nostre paure, dai nostri stati di umore? Tutto questo apparire senza essere altera la nostra neurochimica in modo da farci sentire persone semplicemente serene?
Siamo quello che tutto questo apparato che ci portiamo dietro vorrebbe rappresentare, e che fa oramai parte di noi, o siamo quel che siamo: persone in cerca di se stesse?
Ma quanti di noi si occupano del proprio benessere psichico, del nostro stare bene con noi stessi, del non avere pensieri molesti che ci accompagnano nel corso delle nostre giornate, di non avere picchi di ansia o momenti di paura, di cali dell'umore, quel vestito, quell'orologio ci salveranno dalle nostre paure, dai nostri stati di umore? Tutto questo apparire senza essere altera la nostra neurochimica in modo da farci sentire persone semplicemente serene?
Siamo quello che tutto questo apparato che ci portiamo dietro vorrebbe rappresentare, e che fa oramai parte di noi, o siamo quel che siamo: persone in cerca di se stesse?
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