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sabato 29 marzo 2014

L'amore ai tempi di WhatsApp


Le nuove tecnologie senza che ce ne rendessimo conto hanno modificato moltissimo le nostre vite, il nostro stile di vita. Ma c'è un'applicazione WhatsApp , il servizio di messaggistica gratuita, che sta modificando profondamente i nostri costumi e le nostre abitudini. Molto più che sempre in linea e sempre connessi, usare WhatsApp è come stare sempre assieme ai propri contatti, poterli sentire in ogni momento, in ogni situazione. E questo come per altri social network, modifica profondamente le relazioni interpersonali. Un 'ti amo' detto guardandosi negli occhi non è diverso da un 'ti amo' scritto sul display di un cellulare magari seguito da cuoricini....?
Cosa stiamo perdendo e cosa stiamo acquistando?

giovedì 28 gennaio 2010

La percezione della figura dello psichiatra

Dopo gli ultimi post sulla televisione e su chi parla in televisione di Salute mentale mi sono fatto una domanda: ma non è che la gente, il comune sentire delle persone abbia paura dello psichiatra?
Non è che la figura dello psichiatra è legata alle immagini da film nelle quali esistevano ancora letti di contenzione ed elettroshock?
Possibile che non sia percepita nel senso comune, nella cultura dei nostri tempi quella dello psichiatra come quella di un medico che cura un‘ampia gamma di sofferenze mentali che vanno da quelle più blande e facilmente curabili sino a quelle cosiddette maggiori ? Vedi i primi post sulle indicazioni terapeutiche.
Ma non è così per qualunque medico?
Un chirurgo può suturare una piccola ferita che, con il tempo verrà dimenticata, come effettuare un intervento a cuore aperto, ma non fa così paura come lo psichiatra...
Eppure, lo psichiatra proprio per i suoi strumenti, per la sua cultura, per i suoi studi dovrebbe essere quello più “vicino“ al paziente!

mercoledì 27 gennaio 2010

Ballarò e la Sanità

Ho seguito la puntata di Ballarò del 26-01-2010. Ad un certo punto tra i diversi temi affrontati si è parlato della sanità, dei suoi costi che ricadono sui bilanci delle regioni. Si è parlato anche del costo che oggi hanno le persone non auto-suffiicienti, quindi dell‘innalzamento dell‘età complessiva della società e dei costi che questo comporta e comporterà. Grande assente, da anni, oramai, nei discorsi dei politici: la salute mentale, la sua organizzazione, il suo sviluppo, una forma di rimozione collettiva, pronta ad attenuarsi momentaneamente al prossimo “fattaccio“ di cronaca nel quale sia coinvolto un ex paziente, un paziente in permesso etc, etc.
Possibile che della salute mentale debbano parlare solo i filosofi in TV per far vedere quanto sono colti e quanto sono bravi...ma i pazienti chi li cura?

martedì 26 gennaio 2010

Filosofi in TV

Mi è capitato di vedere un pezzetto di una trasmissione televisiva nella quale si parlava del ragazzo che durante un videogioco ha accoltellato il padre.
Trasmissione con ospiti famosi tra i quali un filosofo presenzialista, ovvero uno di quelli che c‘è sempre, ed è sempre pronto a fare diagnosi a dare spiegazioni, a fare cioè quello che non è: un medico, uno psichiatra. Perchè nel nostro paese i media contribuiscono a fare confusione a concedere ruoli, competenze, conoscenze a persone che non ne hanno. Forse perchè sono fotogenici?
Ma se io spettatore ho un problema, da chi devo andare, dal filosofo o dallo psichiatra, psicoterapeuta,psicologo che dir si voglia.....?
Perchè questa confusione culturale, perchè siamo arrivati a questo?