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mercoledì 29 febbraio 2012

Lo zen del vedere

'....Applichiamo in fretta etichette su tutto ciò che c'è, etichette che poi rimangono attaccate una volta per tutte.Queste etichette ci fanno riconoscere tutto ma non ci fanno vedere più niente,'


FREFERICK FRANCK,   Lo Zen del vedere

CONVIVERE CON FACEBOOK


CONVIVERE CON FACE BOOK
Facebook sta diventando il compagno onnipresente delle nostre vite. Ma  qual’è il suo uso positivo, un uso che ci aiuti a stare meglio e non solo a rendere più evidenti i nostri difetti.
Per esempio il narcisismo con l’uso eccessivo di foto per far vedere che si, c’eravamo, eravamo lì, abbiamo partecipato a quella festa o a quell’evento.
FB può servirci, e molto, per scambiarci informazioni in tempo reale di tutti i genere, da quelle professionali a quelle specialistiche, modificando profondamente la nostra modalità di comunicare e di metterci in contatto con gli altri, di confrontarci e valutare le nostre idee ed i nostri valori. 
Purtroppo non sempre è così e non sempre questo è l’uso che se ne fa.
Questa modificazione lenta, continua , ma inesauribile del digitale che oramai si sta infiltrando in ogni settore della nostra vita non va sottovalutato e considerato come una moda che...‘passerà’, o, peggio, come un fastidio!
Chi saprà fare un uso intelligente, professionale dei social network potrà cavalcare l’onda dei cambiamenti di cui tanto parliamo. 
Il telelavoro, per esempio, o le videoconferenze: risparmio di tempo, di danaro, immediatezza delle comunicazioni. Forse dovrà passare una generazione perchè questi concetti siano dati per assodati, ma questa è la direzione verso la quale si sta muovendo il nostro mondo.
Ma dobbiamo cercare di vedere Face Book, Twitter, LinkIn non solo come siti nei quale postare la prima pappina del nostro bambino, ma anche come il luogo dove possono avvenire scambi importanti, dove si possono reperire informazioni fondamentali, un posto, insomma che può renderci migliore la vita migliore....

martedì 28 febbraio 2012

C'è sempre un ombra.

Ombra che mi baci le labbra
come un lavacro d'acqua
ombra che mi prendi la mano
Ombra CHE NON MI SPOSI
ricordo di te con la faccia sconvolta
dai miei baci
e il tuo lungo destino
che non mi ha abbandonato

A. Merini

domenica 26 febbraio 2012

Cosa si può fare per il nostro benessere psicologico


Cosa si può fare per il nostro benessere psicologico
Ci trascuriamo,trascuriamo il nostro benessere psichico, la nostra serenità così come facciamo per la nostra salute.
Abbiamo la tendenza eccessiva a condizionare la nostra serenità ad eventi, avvenimenti esterni. La nostra vita è piena di eventi ‘se’, se avrò questo starò bene, ‘se’ accadrà questo starò bene, ma siamo sicuri che sia veramente così, oppure come qualche psicologo ha detto stiamo semplicemente girando come i criceti sulla ruota?
Come fare allora per essere più in contatto con noi stessi, più sereni, per non rincorrere falsi miti, falsi idoli, credenze indotte, virus mentali.
Come fare per trovarci, per essere quel che siamo senza sovrastrutture, senza dover cercare di essere quello che gli altri vorrebbero che fossimo?
Forse dovremmo fermarci dare dello spazio a noi stessi, al nostro pensiero e perchè no, anche al nostro ‘vuoto’ mentale, al non pensare per forza a non esserci per forza, in fondo il mondo può fare benissimo a meno di noi, delle nostre ossessioni, dei nostri desideri e del nostro modo di pensare così complicato e così condizionato, le cose, forse, sono più semplici di come le vogliamo vedere e troppo speso siamo noi stessi a volercele complicare.Diamoci spazio, diamo più spazio a noi stessi ai nostri pensieri profondi, cerchiamo di fermare questo turbolenza continua di pensieri superficiali che affollano la nostra mente e ci impedisce di pensare a quello che è veramente importante.

Psicoanalisi e Blog...se ci sei batti un colpo!

Un interessante articolo su ' La Lettura' del 'Corriere della Sera' a cura di Antonio Sgobba, fa ua disamina dei blog in tema di filosofia in lingua anglosassone, sottolineando che in Italia nessuno tra i massimi rappresentanti della filosofia nostrana fa uso di questo mezzo. Gli unici blog attivi sono quelli in campo letterario. Ho sempre pensato al blog anche come un potente mezzo per comunicare all'esterno lo stato dell'arte di qualunque disciplina, per esempio, appunto, della psicoanalisi e non posso non pensare o ripensare all'articolo apparso su La Repubblica il 22 Febbraio scorso nel quel ci si domandava il perché dell'assenza nel panorama culturale italiano della psicoanalisi, si riportava anche il 'Manifesto' delle diverse scuole psicoanalitiche a difesa del loro, del nostro mondo.
Ma nell'articolo intitolato in maniera assai provocatoria ' Non sparate sullo Psicoanalista' ci si chiede, giustamente, secondo me, perché solo ora? Perché solo ora gli psiconalisti si stanno rendendo conto di essere diventati una sorta di riserva indiana ed il loro 'verbo' è sempre meno ascoltato.
Si dice che la psicoanalisi sia stata una 'moda del secolo scorso e che non c'è più posto nella post modernità per una disciplina come questa. Certo la psicoanalisi è in affanno sia da un punto di vista teorico che clinico....ma la psicoanalisi non comunica e l'assenza di blog seri che si occupino di psicoanalisi ne è un segnale abbastanza preoccupante.
Certo gli psicoanalisti usano il computer, internet  le mailing list etc., ma come è sempre stato sono tutte chiuse inaccessibili ed usano lo psicoanalitichese, una lingua propria, sconosciuta ai più.
Esserci nel mondo della cultura, significa anche essere capaci di comunicare efficacemente, di mettersi in contatto con il mondo che non è più quello dei mercoledì sera in casa Freud!
Oggi la cultura, il sapere, la conoscenza, che ci piaccia o meno, si muove sempre di più sul web è sempre più digitalizzata e soprattutto accessibile...













sabato 25 febbraio 2012

Essere in Contatto

'...siamo quasi sempre fuori contatto.Siamo fuori contatto rispetto ai sentimenti alle percezioni, agli impulsi ed alle emozioni che proviamo, ai nostri pensieri, a quello che diciamo, perfino al nostro corpo.In genere questo è dovuto al fatto che siamo perennemente preoccupati, persi nella mente e nei pensieri, ossessionati dal passato e dal futuro, consumati da progetti e dai desideri, distratti dal nostro bisogno di essere intrattenuti, manovrati dalle aspettative, paure e brame del momento tutto questo per abitudine e senza esserne consci.Ecco perché siamo fuori contato con ill momento presente, l'attimo che ci si sta presentando ora.!

Jon Kabat-Zinn Riprendere i sensi

giovedì 23 febbraio 2012

Cento volte tanto....

'Cento volte tanto, però, solo nella matematica pura è cento volte tanto.'

Paul Watzlawick Di bene in Peggio