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martedì 8 maggio 2012

Quel Benessere senza fine....


Sembra strano che un libro come ‘Cronache del dopobomba’ di Philip Dick, letto in questi giorni susciti tante emozioni e tante considerazioni. Il libro è del 1965, ma il contesto storico in questo caso è importante , si percepisce l’idea, la cultura di quegli anni. Un progresso ed un benessere illimitato che non sarebbe mai finito, una illimitata produzione di beni di consumi ed una infinita possibilità di accedere alle materie prime. Oggi, dopo più di cinquant’anni anche se non c’è voluto un conflitto nucleare stiamo rendendoci conto che non è così non può essere nè sarà così.
Le generazioni future e già noi stessi stiamo pagando duramente lo spreco che abbiamo fatto non solo delle materie prime, ma anche della cultura, del sapere, tanto che ancora oggi continuiamo a riferirci alle regole cartesiane quando parliamo di scienza.
Questa lettura mia ha fatto venire in mente il libro di Baricco ‘IBarbari’, anche questo un libro di qualche anno fa nel quale per altro si ipotizza il fatto che stiamo vivendo n mutamento di paradigma, che la  cultura sta cambiando, sta diventando ’superficiale’ da profonda che era, anzi troppo profonda, tanto che Baricco parla di veri e propri crepacci nei quali ci siamo infilati, quando oggi basta fare un pò di surf su google per sapere molte più cose di quante ne possiamo trattenere ricordare.
Insomma il libro di Dick ci ricorda che il nostro mondo esterno ed anche interno può mutare da un momento all’altro e sopravviverà solo chi vi si saprà adattare.

domenica 22 aprile 2012

Gli spacciatori del successo

Questo  il titolo di un articolo di Eduardo Camurri sull'inserto La lettura del Corriere della Sera di oggi. E' da tempo che noto il proliferare di manuali e manualetti di autoaiuto, le librerie spesso ne hanno interi reparti. Io credo che non si insisterà mai abbastanza sul pericolo che questi manuali rappresentano e davvero ci vorrebbe un comitato etico dell'editoria. Per carità nessuna censura, ma rendiamoci conto che questi manuali promettono l'impossibile, regalano illusioni che ben presto si tramutano in delusioni, insomma fanno più male che bene ed il loro contenuto è spesso privo di scientificità, di rigore e di una conoscenza elementare della psicologia. Inoltre, chi scrive questi manuali non ha spesso alcun titolo accademico o professionale, anzi per lo più si tratta di illustri sconosciuti. Ma la macchina editoriale non ha in questo alcuno scrupolo, il problema è quello del lettore che purtroppo dopo la lettura di questi manualetti 'crede' di aver capito e di essersela cavata con la lettura di un piccolo libro e qualche decina di euro, quando per capire e per cambiare...forse ci vuole qualche cosa di più! 

mercoledì 18 aprile 2012

Il suicidio e la sofferenza psicologica


Quella del suicidio sta diventando un vero e proprio problema sociale.
Ma quello che tutti gli esperti delle scienze psicologiche sanno è che si tratta solo della punta dell’iceberg della sofferenza psichica. E’ evidente quindi che l’aumento straordinario di suicidi ai quali stiamo assistendo in questo periodo ci dà la dimensione dell’ampiezza e della profondità della sofferenza psicologica.
Da un punto di vista sociologico la diagnosi sia pur complessa nelle sue dinamiche è molto semplice nelle conseguenze, stiamo vivendo un momento di cambiamenti radicali,incontrollabili ed imprevedibili e tutto questo aumenta la quota di ansia per il futuro e per lo stesso presente degli individui. Inoltre stiamo cominciando a capire che abbiamo vissuto tutti al di sopra delle nostre possibilità economiche, abbiamo tutti vissuto un tenore di vita che non solo non è più sostenibile, ma che non tornerà più e questo provoca frustrazioni profonde e maldestri tentativi di chiudere gli occhi di fronte alla realtà dei fatti.
Questa brevemente l’analisi, il problema è quello dei rimedi, quello di creare una rete di assistenza psicologica che aiuti tutti dai meno fortunati economicamente a quelli con maggiori possibilità a prendersi cura del proprio benessere psichico. Si parla tanto, si è parlato tanto del benessere fisico, del mantenersi in forma e troppo poco del benessere psichico. Le ansie di questo periodo incidono fortemente anche sulla salute, sul nostro fisico è un dato banale. Le emozioni, le ansie aumentano la pressione e rischiano di rendere croniche malattie ipertensive e/o cardiocircolatorie.Il danno socio economico di tutto questo è evidente, ma è il dato meno importante. Quello che è più importante è che non viviamo bene che non riusciamo più ad essere se non felici almeno sereni.
Dovremmo porci il problema di ritrovare un equilibrio psichico assieme a quello fisico, da tempo si discute dei disordini alimentari, delle sofisticazioni alimentari, ma de benessere psichico, delle tossine psichiche che ingurgitiamo tutti i giorni quanto ne parliamo?
Il mondo occidentale ha sviluppato una tensione alla realizzazione dell’individuo intesa in senso materiale e molto meno in senso spirituale, voglio dire che ci siè curati molto poco della mente e forse troppo del corpo, esaltandone criteri di bellezza prima ancora che di salute. Oggi che viviamo un periodo difficile, oggi che stiamo vivendo sul crinale di un mutamento di paradigma siamo poco attrezzati per tollerare i necessari cambiamenti della mente.

martedì 17 aprile 2012

Lettera inviata al direttore di Repubblica

Copia della lettera inviata al direttore della Repubblica di Napoli
Gentile Direttore,
la situazione economica e sociale della nostra città la conosciamo tutti.
Come psichiatra-psicoterapeuta ho l’opportunità di avere contatto con tutte le classi sociali e mi rendo conto che la sofferenza psicologica sia profonda e per alcuni addirittura insostenibile. Il significativo aumento dei suicidi è il segno di uno sgretolamento psicologico e culturale.Viviamo momenti davvero difficili ed è profondamente vero che, soprattutto a Napoli, se vogliamo ‘salvarci’ possiamo farlo in un unico modo: da soli, senza aspettare l’aiuto di nessuno. Le strutture pubbliche, soprattutto quelle psichiatriche non possono garantire una adeguata assistenza alla popolazione, non esiste un rete diffusa di ambulatori per la sofferenza psicologica (intesa in tutti i sensi, dalla più banale subdola depressione a problematiche più consistenti) a cui rivolgersi, proprio nell’ambito della filosofia del tirarsi da soli ‘fuori dal fango’ ho intenzione di mettere a disposizione il mio studio il venerdi di ogni settimana per consulenze gratuite per chi sentisse la necessita di essere aiutato ma di non sapere a chi rivolgersi o non avesse i mezzi per poterlo fare.Credo sarebbe importante far conoscere l'iniziativa e ,credo, anche, diffonderne l'idea sottostante e cioè che, in questo momento, dobbiamo fare di tutto per "salvarci da soli".

Ho da poco cambiato studio, il mio nuovo indirizzo è :
Via Diaz 8 (angolo via Toledo)
cellulare 3319616643
Fisso 081 19570129
marinogalzenati@me.com

domenica 15 aprile 2012

Preoccupazione per il periodo socio-culturale che stiamo vivendo.


Preoccupazione per il periodo socio-culturale che stiamo vivendo.
Stiamo vivendo un periodo socio culturale davvero difficile. Grandi sono le preoccupazioni per la ‘salute mentale’ dei cittadini.
Mi sembra che una pseudo-politica troppo impegnata a rimettere a posto i conti non si preoccupi di creare degli ‘Sportelli” contro la sofferenza e lo stress che questo periodo sta provocando in tutti i cittadini di tutte le categorie sociali, ma chiaramente ancora di più in quelle a più basso reddito.
L’impressionante aumento del numero dei suicidi è un inequivocabile segnale di allarme. Io credo che tutti coloro che si occupano della salute mentale, del controllo dello stress dovrebbero offrirsi gratuitamente o a tariffe ridotte pur di ingenerare un diffuso senso di ri-trovata fiducia.
Tra i tanti provvedimenti ai quali si pensa in questo momento, quali ammortizzatori sociali e via dicendo, non si è pensato alla creazioni di strutture di solidarietà, non si è pensato di cooptare psicologi, psichiatri, psicoterapeuti con il compito di aiutare i cittadini a meglio sopportare lo stress del momento.
Vivere come in questo momento  con tante incognite sul proprio futuro non aiuta i cittadini  a prendersi seriamente cura di se stessi da un punto di vista psicologico, le spese di tutte le famiglie sono oramai ridotte all’osso e la spesa per una psicoterapia sembra un lusso, anche quando non lo è, ed anzi al contrario potrebbe aiutare, e non poco, a  ritrovare nuovi stimoli, a riprendere la strada della creatività perduta e così via. Ma purtroppo nessuno ne parla  e si pensa alla salute dei cittadini solamente quando bisogna pubblicare le statistiche dei suicidi in costante, continuo aumento.
Dalle situazioni difficili si esce tutti insieme o le difficoltà aumentano e non poco, in questo momento chi si occupa della salute mentale dovrebbe offrirsi come volontario, sentirsi cooptato in una ristrutturazione complessiva del nostro modo di vivere.

lunedì 9 aprile 2012

Le nostre vite senza ieri

Ho letto un libro bellissimo' Le nostre vite senza i ieri' di Eduardo Nesi.
Ne condivido ogni singola parola e vorrei con molta tristezza abbracciare l'autore.
Leggetelo, vi farà pensare!

venerdì 30 marzo 2012

Pubblico e Privato

Forse ci stiamo risvegliando da un incubo o più semplicemente da un momento di follia collettiva.
Non vorrei buttarla in politica , ma il privato che diventa pubblico, la forma che diventa più importante della sostanza stanno diventando dei pericolosi boomerang. Facebook ha trasformato la vita delle persone in una continua esibizione, le potenzialità di FB e di Twittter vengono perse quando i contenuti diventano un mare di informazioni inutili che non serviranno a nessuno se non al narcisismo di chi vede la propria foto pubblicata su Fb. Certo se pubblico l'ultimo articolo del collega di Harward, questo può avere una valenza, senza alcuna forma di snobismo intellettuale, ma pubblicare pur di esserci sta facendo drasticamente crollare l'idea stessa dei network sociali.. .
L'intimità cosa sta diventando?
C'è ancora, esiste o siamo condannati ad essere comparse del Mulino Bianco, e quale cultura alternativa stiamo proponendo, quali contenuti stiamo proponendo?
Perché allora pubblicare i post del blog su FB, perché purtroppo Fb è in grado di far 'girare' notizie, informazioni, il problema è la selezione, cosa mii interessa, cosa voglio sapere e cosa no.....